1°Mr Wolf. Proposta di valore: come comunicare la propria unicità al mercato

Ammesso e non concesso che il valore di un’idea stia nel metterla in pratica, occorre definire quale sia la sua unicità rispetto a quella degli altri concorrenti. Poi si può passare al suo sviluppo per il mercato.

Partendo da qui, ieri ci siamo incontrati a Kilowatt per indagare sulla value proposition – come avevamo detto in questo post – e far emergere i punti di forza di idee innovative, anche se non ancora definite.

Nella prima parte del pomeriggio Gaspare Caliri, attraverso divagazioni su filosofi e semiologhi, ha supportato la tesi del fare differenza per non fare ripetizione, citando il filosofo francese Gilles Deleuze. Attraverso il percorso #CoopUpBo, infatti, s’intende mettere l’accento sull’identità di ognuno inserita in un sistema di differenze.

Non bisogna domandarsi quello che siamo e basta ma, come siamo in relazione agli altri.

Qual è il nostro valore d’uso? Cosa serve nel mercato? Quali sono i valori che contraddistinguono la nostra idea? Come costruire una proposta di valore vincente?

A tal proposito, Nicoletta Tranquillo ha introdotto il Value Proposition Canvas, uno strumento di service design che serve per pianificare artefatti comunicativi e servizi e progettare seguendo i bisogni dei consumatori.

Si è parlato di come rendere il servizio, prodotto, progetto più competitivo e rilevante, migliorando l’esperienza fra il fornitore del servizio e il cliente finale. Solo cambiando punto di vista si capirà dove posizionarsi e si troverà il valore del nostro progetto, un valore soggettivo che corrisponde alla percezione del cliente. Potrebbe essere l’asso per vincere? 🙂

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Dopo 20 minuti di workshop collettivo, per imparare ad usare lo strumento, assieme a Michele d’Alena si è poi parlato di come comunicare la propria identitàIl valore di ognuno di noi è cambiato al tempo dei social media e “non si può pretendere di fare tutto per tutti”. La citazione del fenomeno della Coda lunga di Chris Anderson sembra qui doverosa: sono cambiati i modelli di distribuzione dei prodotti a favore delle nicchie di mercato.

Matteo di Confcooperative ha poi fatto una panoramica sull’identità cooperativa e sull’ importanza della cooperazione come ricchezza comune. In particolare si è concentrato sulla Dichiarazione d’Identità Cooperativa che definisce cosa essa sia e quali siano i suoi valori e i suoi principi basilari. Una sorta di guida per le organizzazioni cooperative verso il XXI secolo e… oltre.

E’ il momento Mr Wolf [sempre quello che risolve problemi (cit.)]. I ragazzi di CorteTre‎Baumhouse\On the Move‬ – di cui avevamo parlato qui – hanno raccontato la propria proposta di valore sulla riduzione della dispersione scolastica e il problema che affrontano nel contesto delle arti urbane.

I 3 Mr Wolf sono stati: Valeria Adani di Epoca, Daniele Bergamini della Cooperativa sociale “La piccola Carovana” e Michele d’Alena, che attraverso riflessioni, consigli e critiche ai ragazzi riguardo la loro struttura e organizzazione, hanno creato un momento di problem solving collettivo, da cui sono emersi i seguenti suggerimenti per i ragazzi di On the Move:

  • essere un po’ meno sociali e più innovatori
  • non concentrarsi solo su un target, perché gli utenti finali del servizio non sono necessariamente quelli che pagano
  • fare diventare le storie interne un punto di forza
  • essere più business oriented
  • utilizzare i momenti collettivi per farsi forza

Per concludere, aperitivo di networking e post-it per tutti. Si, perchè stiamo raccogliendo pensieri  e idee per prepararvi, alla fine del percorso, un piccolo librino da diffondere, che sia un output tangibile per la community.

Ci vediamo il 7 maggio per incontrare il prossimo Mr Wolf 🙂

#staytuned

P.S. Se avete una startup o un’idea di impresa e siete interessati a partecipare al percorso di formazione, scriveteci a coopupbo@confcooperative.it

Qui la presentazione di Gaspare e Nicoletta:

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